Economia circolare e agricoltura di precisione: un fidanzamento annunciato

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Tecnologia 19 Ottobre, 2021

Economia circolare e agricoltura di precisione: un fidanzamento annunciato

Lo spreco di cibo è diventato un fenomeno talmente significativo da guadagnarsi un posto d’onore tra gli obiettivi SDG dell’Agenda 2030 dell’ONU. Secondo la FAO ogni anno viene sprecato circa il 20%-30% della produzione alimentare globale in un contesto in cui la richiesta di cibo continua a crescere. Per il 2050 si stima un aumento della domanda di circa il 70%.

Cosa fare per trovare una soluzione? 

Innanzitutto, distinguiamo il tipo di spreco. Lo spreco di cibo che si verifica a livello dei consumatori dipende in larga misura da abitudini sbagliate nel fare la spesa e trattare gli avanzi domestici. Ne abbiamo parlato in un altro nostro articolo: Facciamo sedere l'economia circolare a tavola. Lo spreco che si verifica a livello della produzione e della distribuzione degli alimenti, invece, è dovuto principalmente alla mancanza di tecnologia e di strumenti per produrre e conservare in modo efficiente. Per intervenire su questo tipo di spreco a livello della produzione, un valido e prezioso aiuto arriva dall’agricoltura di precisione o agricoltura 4.0. Cerchiamo di capire meglio di cosa si tratta facendo qualche domanda ad Andrea Zampolli, agronomo mantovano con un master in agricoltura di precisione.

Cos’è l’agricoltura di precisione o Agricoltura 4.0?

Per agricoltura di precisione si intendono un insieme di strategie e di strumenti tecnologici avanzati a supporto delle decisioni dei produttori agricoli, che permettono di ottimizzare e aumentare qualità e produttività del suolo attraverso una serie di interventi mirati.

Detto in modo più semplice l’agricoltura di precisione permette di realizzare l’intervento giusto, nel posto giusto, al momento giusto, rispondendo alle esigenze specifiche delle singole colture e di singole aree del terreno, con un livello di precisione elevato. Come è possibile? Il tutto inizia con la raccolta e l’elaborazione di dati e di informazioni, che costituiscono la base su cui prendere le decisioni relativamente agli interventi da attuare sul terreno, in modo da raggiungere gli obiettivi desiderati. 

Utilizzando i concetti forniti dalla Ellen MacArthur Foundation, un sistema del cibo circolare emula consapevolmente i sistemi naturali di rigenerazione in modo che i rifiuti e gli sprechi non esistano. L’agricoltura di precisione può supportare la realizzazione di progetti circolari nel mondo agricolo?

Ebbene, la riduzione degli sprechi è uno degli obiettivi dell’agricoltura di precisione.

Grazie alla possibilità di attuare sul terreno interventi mirati anziché affidarsi a prassi tramandate, le risorse vengono utilizzate in modo più razionale. Così le aziende agricole possono ottimizzare sforzi e risorse, ridurre consumi e sprechi, aumentando di conseguenza la produttività dei terreni. Il vantaggio è notevole per l’ambiente, in quanto si riducono gli sprechi di fertilizzanti e diserbanti, e diminuiscono le emissioni inquinanti.

A proposito di fertilizzanti e diserbanti, come può l’agricoltura di precisione ridurre o addirittura eliminare il loro utilizzo?

Pensiamo al DSS (Decision Support System), un sistema di supporto alle decisioni dell’agricoltore, che utilizza dei modelli matematici previsionali. Il sistema viene popolato con i dati raccolti, ad esempio da una stazione meteo presente sul terreno, quali: temperatura, umidità, piovosità, radiazione luminosa, ventosità, ecc.

In funzione dell’obiettivo impostato, come può essere ad esempio il controllo del fungo denominato oidio, il sistema elabora i dati e restituisce informazioni utili a comprendere quando il fungo si svilupperà e, di conseguenza, a pianificare gli interventi per evitare che ciò accada. L’agricoltore sa esattamente QUANDO fare il trattamento per prevenire la formazione del fungo e può quindi minimizzare sia la quantità sia la frequenza dei trattamenti al minimo indispensabile.

Un sistema del genere ragiona per tipo di malattia da prevenire e per tipo di coltura, considerati tutta una serie di parametri inseriti dall’utilizzatore. Ciò significa che l’agricoltore biologico caricherà nel modello come parametro il rame invece che sostanze chimiche per il trattamento del fungo. 

Un’altra tecnologia è quella che si basa sulle immagini satellitari, che permettono di osservare le piante dall’alto. Questa tecnologia è in grado di rilevare la quantità di energia del terreno e di correlare le bande luminose alla vigoria della vegetazione. L’indice NDVI è uno degli output di questo sistema, ed essendo correlato alla quantità di verde presente nell’immagine, ci dice quanto il terreno sta producendo verde ossia quanto è vigoroso. La mancanza di verde è legata alla mancanza di azoto. Foto satellitare alla mano, l’agricoltore potrà quindi concimare il terreno solo DOVE serve.

In un prossimo futuro, potremo contare anche sull’utilizzo di trattori automatici collegati al satellitare che andranno a concimare dove, quando e quanto serve.

Come l’agricoltura di precisione si inserisce nel problema della crisi climatica?

Questa domanda è da interpretare in un duplice senso.

Se pensiamo a come l’agricoltura di precisione impatta sul clima, allora possiamo senz’altro affermare che riduce gli sprechi e quindi l’emissione di inquinanti. Pensiamo all’utilizzo dei concimi che vengono distribuiti sui campi, in particolare per la coltivazione del mais. I concimi a base di azoto rilasciano ammoniaca che è un clima-alterante perché precursore del PM10. 

Grazie alle tecnologie dell’agricoltura 4.0 è possibile determinare la quantità di azoto necessaria per un dato campo e più precisamente per le diverse porzioni di campo. In questo modo, l’agricoltore non utilizza azoto in quantità superiore a quella strettamente necessaria, con un notevole risultato in termini di emissioni inquinanti risparmiate.

Se pensiamo invece a come il clima influisce sull’agricoltura, nel prossimo futuro ci dovremo aspettare una riduzione dei terreni coltivabili a causa della progressiva desertificazione. L’agricoltura di precisione è in grado di contrastare le conseguenze in termini di riduzione della produzione alimentare poiché, grazie all’utilizzo di tecniche e strategie che aumentano qualità e produttività del terreno, consente di ridurre la superficie di terreno che serve per produrre una stessa quantità di cibo. 

C’è inoltre da rilevare un altro fattore, che ai non esperti risulterà alquanto curioso. La maggiore quantità di CO2 presente nell’aria, diretta conseguenza dell’inquinamento, aumenta la capacità produttiva di un qualsiasi vegetale. Come tutti sappiamo, le piante prendono il carbonio dalla CO2 e rilasciano l’ossigeno mediante la fotosintesi. Tanto per fare un esempio, nel corso degli ultimi decenni il mais ha aumentato la produttività del 15% circa. 

Da tutto ciò si può comprendere quanto l’agricoltura di precisione rappresenti uno strumento fondamentale per vincere la sfida che riguarda la produzione di alimenti sani, in quantità sufficiente per garantire una nutrizione ottimale per la popolazione mondiale. Il tutto minimizzando l’impatto ambientale e ottimizzando l’efficienza dell’uso dei fattori produttivi con la conseguente riduzione degli sprechi. 

Le imprese agricole circolari che intendono avvalersi degli strumenti e delle competenze dell’agricoltura di precisione, possono beneficiare di una serie di agevolazioni:  Credito d'imposta formazione 4.0 e Credito d'imposta beni strumentali - Incentivi impresa.

Come disse Darwin “Nella lunga storia del genere umano (e anche del genere animale) hanno prevalso coloro che hanno imparato a collaborare ed a improvvisare con più efficacia”….. anche se ai tempi del 4.0 improvvisazione fa rima con precisione.

 

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